Il centenario del sodalizio rossonero si sta sempre più avvicinando. Mancano, infatti, soltanto 4 anni ovvero dal 1925 al 2025 per coronare la continua rincorsa all’importante traguardo. Acqua ne è passata sotto i ponti, ma il piglio, la volontà, l’amicizia, perfettamente condivise era, ora come allora, inarrestabile. Al riguardo vi proponiamo un momento di grande patos, espresso dall’amico e dirigente di un tempo DARIO DELLA FLORA che merita di essere ricordato in quegli anni 50/60 dove le macerie del secondo conflitto erano ancora evidenti e pesanti.

“In quegli anni noi ragazzi della Via Stazione (oggi Via IV Novembre), ci trovavamo all’incrocio di Via Sbiate, attuale Via Guerazzi, per discutere non di motorini o di discoteche, bensì di calcio e ciclismo.
Avevamo all’incirca dai 16 a 18 anni e ognuno di noi aveva come beniamino un giocatore dell’epoca (Tangerini, E. Della Flora, Bettini, F.Claut, Allodi, G.Muranella, Segato, il sottoscritto). Il nostro parroco, Don Paolo, ci concedeva l’uso del piazzale della chiesa per dare qualche calcio al pallone, col patto che poi partecipassimo al vespro. Nonostante il terreno ghiaioso, ma riparato all’ombra dei tigli, quasi ogni domenica, assieme ad altri ragazzi del paese, riuscivamo a fare 4 tiri, con nel cuore tante aspirazioni che ognuno di noi non osava confessare agli altri. L’attuale oratorio ancora non c’era e noi avevamo un po’ d’invidia nei confronti dei paesi vicini (oratorio Pio X di Sacile, oratorio Don Bosco di Pordenone) dove i nostri coetanei avevano la possibilità di usufruire di strutture adatte per partecipare o assistere a qualche avvenimento calcistico. Una domenica, arrivò finalmente una “chance” anche per noi.

Eravamo all’oratorio Pio X di Sacile, dove don Ruggero gestiva i tornei giovanili di calcio e, vedendoci così infervorati durante la partita domenicale, ci consigliò di partecipare al torneo estivo C.S.I.. Il nostro sogno di formare una squadra si stava forse realizzando? Ma dove trovare altri ragazzi e il denaro per l’abbigliamento adeguato? Don Ruggero ci sostenne offrendoci scarpe e maglie e noi “ragazzi di Via Stazione” provvedemmo al tesseramento autotassandoci. Ci appoggiammo anche a persone capaci, come O.Donadel (D.T.), V. Claut (massagg.) e Cicci Corazza (consigliere tecnico esterno). La squadra venne supportata dai giocatori tesserati in società vicine, come C.Perin, e O. Fornasier della Sacilese, L.Da Re del Venezia, M. Pezzutti, F.Zanet, R. Geronzi, M.Posocco del Polcenigo. I rimanenti erano tutti ragazzi di Fontanafredda alla prima esperienza (M.Burigana, G. Di Benedetto, S.Giacomin, A. Posocco, G.Padovan, V.Sfreddo, Bruno Zucche). Con grandi rinunce da parte di noi organizzatori ma spinti dall’entusiasmo per il nostro piccolo successo, organizzammo la prima trasferta in treno della nostra squadra.


La vittoria fu di 2-0 e circolavano già ottime voci sul grado di partecipazione della squadra, tanto che per le domeniche successive i tifosi locali misero a disposizione delle vetture per il trasferimento. Un caro nostalgico ricordo lo dobbiamo alla nostra prima tifosa, Maria Rosa, che da un semplice drappo di stoffa rossa seppe cucire la nostra prima bandiera con le scritte nere “FORZA FONTANA”. Con lo spirito battagliero, la passione e l’incitamento di quanti ci appoggiavano riuscimmo a vincere il torneo. Fu come aver conquistato la “Coppa del Mondo”. Così, dopo i fasti degli anni 20-30-40-50, ebbe inizio, partita dopo partita, la lunga stagione dell’attuale squadra dai colori rossoneri. L’aspirazione dei “ragazzi di Via Stazione” stava per rinverdire l’antico blasone dei nostri padri. Son passati tanti anni e mi scuso se alcune altre persone, ugualmente degne di merito, non sono state citate”

                        Da un racconto di Dario Della Flora

Il poeta Vladimivic Dimitrijevic disse: “Le squadre sono fatte di amici d’infanzia,……….., di figli di una determinata epoca………………. La squadra è una fede”. La squadra è un sogno.

A cura di Gigi.